Incisioni 

La collezione del Museo si arricchisce di sei incisioni di recente acquisizione. Sono opere del Cinquecento, Seicento, Settecento realizzate ad acquaforte e bulino, con soggetti che si rifanno alla Natività e all'infanzia di Gesù.

 

 La Sacra Famiglia in riposo

 

 Giandomenico Tiepolo

Venezia 1727 - 1804

 

 Acquaforte e bulino, stato II/II

 

Brillante impressione, ben inchiostrata e stampata con segno nitido su carta vergellata; in eccellenti condizioni di conservazione e con linea di inquadramento visibile su tutti e quattro i margini.

Si tratta della tredicesima tavola di una serie di 24 incisioni realizzate da Giandomenico Tiepolo per il principe Carlo Filippo di Greinffenklau, in cui lo stesso tema, quello della Fuga in Egitto, viene trattato in ogni foglio in modo nuovo ed originale.

La serie, intitolata “Idee pittoriche sopra la fuga in Egitto di Gesù, Maria e Giuseppe” e pubblicata nel 1753 a Würzburg, è considerata il capolavoro acquafortistico di Tiepolo.

La data 1750 incisa a sinistra attesta che questo foglio fu uno dei primi della serie incisi dall’artista. L’opera è in relazione con un dipinto di identico soggetto realizzato da Giandomenico negli stessi anni, oggi conservato a Budapest.

 

 

 

 

La Sacra Famiglia

 

Cherubino Alberti

Borgo San Sepolcro 1552 – 1615

 

Bulino

 

Buona impressione realizzata nel Seicento con lastra originale del 1582 di Cherubino Alberti (firma in monogramma in basso a sinistra nell’inciso).

 

Maestro incisore e pittore attivo a Roma negli ultimi decenni del 1500, Cherubino Alberti fu decoratore ufficiale al servizio di Papa Clemente VIII e principe dell'Accademia di S. Luca dal 1611 al 1614. L'attività incisoria conta circa 190 lastre, incise, per la maggior parte, tra il 1570 il il 1585.

L’artista era solito realizzare ed imprimere in prima persona le sue lastre che spesso riproducono soggetti dedotti dai grandi maestri italiani del rinascimento. In questo caso il soggetto deriva da una composizione di Raffaello. 

 

 

 

 

       I Re Magi vengono avvisati in sogno

 

Johannes Sadeler I

Bruxelles 1550 – Venezia 1600

 

Acquaforte, stato I/II

 

Impressione eccellente su carta vergellata e filigranata, con ampi margini e in ottimo stato di conservazione.

L'opera appartiene ad una serie di sei incisioni dedicata alla giovinezza di Cristo.  E’ stata realizzata dal fiammingo Johannes Sadeler, primo di una numerosa e prolifica famiglia di incisori e stampatori trasferitasi a Venezia dalla seconda metà del 1500 e che per tre generazioni giocò un ruolo dominante nell'arte grafica europea, producendo opere variegate e di altissima qualità.

L'esemplare è nel raro I/II stato, cioè prima dell'aggiunta della data 1585 e il cambiamento del numero della tavola. L'esecuzione del rame è perciò da datare agli  anni immedinatamente precedenti il 1585. Il soggetto deriva da un'idea del fiammingo Gerard van Groeningen.

L’insolita iconografia riprende un episodio narrato dal Vangelo di Matteo (2,12) in cui i Magi vennero avvertiti in sogno, ognuno dal proprio angelo, di non tornare da Erode per raccontare di Gesù ma di fare ritorno in patria per altra strada.

 

 

 

 

L’adorazione dei pastori

 

Artista Anonimo

Francia, XVIII secolo

 

Acquaforte

 

Impressione eccellente, ben inchiostrata e ricca di chiaroscuro. Il foglio, in ottimo stato di conservazione, è completo della battuta e presenta minimi margini.

A causa della mancanza di monogrammi o scritte non è stato possibile individuare con certezza la mano che ha inciso il rame.

Il soggetto, invece, deriva da un dipinto del pittore francese Carle Van Loo (Nizza 1705 – Parigi 1765) oggi conservato al Castello di Versailles.

 

L'artista,  attivo a Parigi, Torino e Roma, nel 1762 venne nominato pittore ufficiale alla corte di Luigi XV e fu decorato con le insegne dell'Ordine cavallaresco di San Michele.

 

Del dipinto di Van Loo si conoscono altre traduzioni incisorie ad opera di artisti francesi, ciò testimonia la notorietà goduta all’epoca dalla tela.

 

 

 

 

La Sacra Famiglia con Santa Elisabetta e San Giovannino

 

Simone Cantarini

Pesaro 1612 – Verona 1648

 

 

Acquaforte, stato II/II

 

 

Ottima incisione, brillante e ben inchiostrata, in perfetto stato di conservazione e con buoni margini oltre l’impronta del rame.

L’opera è di Simone Cantarini, artista di scuola bolognese dalla vita tanto breve quanto tormentata. Precoce e di grande talento, Simone Cantarini inizia prestissimo la sua attività d’artista ed è attratto dal tema della Fuga in Egitto, soggetto ricorrente nella sua produzione.

Il tocco delicato e il sapore naturalistico di quest’opera rinviano al periodo marchigiano, intorno al 1639.

Questa stessa incisione è presente anche nelle raccolte del British Museum.

 

 

 

 

L’adorazione dei pastori

 

Giulio Bonasone

Bologna 1531 – Roma 1574 c.

 

 

Bulino, stato III/III

 

 

Prova stampata con tonalità, ricca di chiaroscuro con disegno che traspare al verso; foglio in ottime condizioni di conservazione e con margini oltre l’impronta del rame su tutti e quattro i lati.

 

Opera di Giulio Bonasone, pittore e maestro incisore del Cinquecento italiano, con soggetto ripreso da un disegno di Giulio Romano. Per le raffinate ricerche atmosferiche, gli intensi effetti chiaroscurali e per la composizione, il foglio viene attribuito alla fase matura dell’attività del Bonasone, intorno al 1550-1560.

 

A Giulio Bonasone sono state attribuite più di 400 stampe, eseguite di preferenza con la tecnica del bulino e con soggetti sia di propria invenzione sia presi da altri artisti del tempo.

 

 

 

 

 

 

 

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